I vitigni autoctoni ed i vini della Cantina Conti Zecca di Puglia
L'introduzione della vite in
Puglia risale a tempi antichissimi. Molto probabilmente era presente ancor prima della colonizzazione greca, avvenuta nell' VIII sec. a.C.
Durante il periodo dell'Impero Romano la produzione e il commercio del
vino pugliese furono particolarmente vivaci e i
vini di Puglia cominciarono ad essere presenti ed apprezzati anche a Roma.
Con la costruzione del porto di Brindisi, nel 244 a.C., il commercio dei
vini pugliesi conobbe un periodo piuttosto fiorente, tanto che la
Puglia in epoca romana era soprannominata la
"cantina d'Italia", proprio per i grandi quantitativi di vino che riusciva a produrre (circa un terzo della produzione annua nazionale).
Con la caduta dell'Impero Romano, la produzione di
vino in
Puglia subì un periodo di crisi.
Nel Medioevo si producevano enormi quantità di vino. Federico II, ben capendo l'importanza della viticoltura per questa regione, fece importare migliaia di viti dalla vicina Campania, tra cui sicuramente il
Fiano e l'
Aglianico, e le fece impiantare nella zona di Castel del Monte.
Durante il Rinascimento i
vini di Puglia cominciarono ad essere apprezzati anche nelle altre zone d'Italia ed in alcune zone della Francia e fecero il loro ingresso sulle tavole delle corti nobili.
Verso la fine del 1800, quando la fillossera colpì i vigneti del nord Italia e dell'Europa, i
vini pugliesi conobbero un periodo di forte crescita, arrivando persino ad essere esportati in Francia, Germania ed Austria, dove la produzione non era sufficiente a soddisfare le richieste locali.
Ma nel 1919 la fillossera arrivò anche in
Puglia, segnando il crollo di quel notevole incremento produttivo che si era verificato negli ultimi tempi: nel giro di cinque anni la produzione scese da 12 milioni di ettolitri ad appena 2 milioni.
Negli anni successivi, quando si cercava una ripresa dell'enologia pugliese, i
produttori vinicoli della
Puglia si concentrarono esclusivamente sulla produzione di vini da taglio, destinati a dare corpo e colore alle produzioni di altre zone d'Italia e d'Europa.
Dopo la 2^ Guerra Mondiale alcuni tenaci e valenti
produttori vinicoli pugliesi, tra cui i
Conti Zecca, cominciarono ad intraprendere la strada della
qualità, ma fu solo agli inizi degli anni Novanta che si cominciò ad avere una maggiore consapevolezza delle potenzialità vinicole della
Puglia.
Da sempre, quindi, il
vino costituisce un'importante risorsa economica per la
Puglia ed è prodotto praticamente ovunque in questa regione.
Oggi in Puglia si producono tra i
vini più pregiati d'Italia.
I
vini che maggiormente rappresentano la
Puglia sono i
rossi e i
rosati, tuttavia nella regione si producono anche interessanti
vini bianchi, anche da
vitigni autoctoni. Le uve a bacca bianca più diffuse in
Puglia sono:
Malvasia Bianca,
Fiano,
Moscato Bianco,
Bombino Bianco e
Vermentino. Singolare è il caso dello
Chardonnay che, pur non avendo legami storici con la
Puglia, è tra le uve bianche più coltivate e diffuse della regione.
Le uve a bacca rossa più diffuse sono:
Negroamaro,
Primitivo,
Uva di Troia,
Malvasia Nera,
Aglianico,
Montepulciano,
Sangiovese e
Susumaniello. Non mancano, tuttavia, le uve internazionali, quali il
Cabernet Sauvignon e il
Merlot.
Fra i
vini pugliesi, qualli prodotti nel Salento sono sicuramente tra i più celebri. Il
Salento rappresenta la
Puglia vitivinicola per eccellenza: i
vini salentini, infatti, vengono considerati tra i
migliori vini d'Italia. In questo teriitorio troviamo la più alta concentrazione di piccoli territori a
DOC che si susseguono per un centinaio di chilometri.
L'Azienda Agricola
Conti Zecca, tra le più storiche
cantine di Puglia, produce il
Cantalupi DOC Salice Salentino, un
vino rosso uvaggio di
Negroamaro, il vero protagonista dei
vigneti del Salento, e
Malvasia Nera; il
Cantalupi bianco DOC Salice Salentino, un
vino bianco prodotto da uve
Chardonnay, ed il
DOC Leverano rosso, un
vino rosso prodotto da
Negroamaro e
Malvasia Nera di Lecce.